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Domande & Risposte 12

Domanda 101: Gesù mangiava la carne di maiale? Se no, allora perché lo fecero i suoi apostoli? (TR)

Risposta:
Si prega di leggere la domanda e risposta 68. Lì è spiegato come, nella sua predicazione e con il suo esempio, Gesù aveva relativizzato gli obblighi del regime alimentare della legge giudaica.

In questa prima comunità cristiana vi erano battezzati ebrei (ebreo-cristiani) e pagani (pagano-cristiani). Nacque la discussione se i pagani sarebbero dovuti essere circoncisi nel momento di adottare la fede cristiana (e ciò significava aderire anche a tutta la legge giudaica, comprese le norme sulla dieta e sulla purificazione rituale). Il Consiglio degli Apostoli nellanno 48 (Galati 2; Atti 15,1-29) riunì a Gerusalemme i rappresentanti dei primi vari gruppi cristiani. Il Consiglio convenne che la fede cristiana si sarebbe dovuta diffondere tra i pagani senza il loro dover conformarsi alla legge giudaica. Tuttavia, gli ebrei battezzati dovevano continuare a rispettare la legge giudaica. È quindi da presumere che gli apostoli, compreso Paolo, che erano tutti ebrei, rispettassero le regole della purezza e della dieta alimentare. Paolo stesso afferma in Galati 2,6 che laccordo raggiunto a Gerusalemme non stabiliva le direttive per la sua missione verso i pagani. Anche in 1 Corinzi 8-10 e Romani 14, che affrontano questioni simili, Paolo non fa alcun riferimento a tali direttive. Egli è apparentemente inconsapevole della Lettera del Consiglio negli Atti 15,23-29. Qui la contraddizione può essere spiegata se si riconosce che Luca univa le risposte abbreviate a due problemi negli Atti 15: il primo pomo della discordia, dove Pietro e Paolo prendono partito, riguarda la questione se i pagani convertiti dovessero essere tenuti a rispettare la legge giudaica, cfr. Galati 2,1-10. Il secondo pomo della discordia, che si svolge più tardi e dove Giacomo svolge un ruolo determinante, riguarda i pagano-cristiani e gli ebreo-cristiani che vivono insieme in una comunità, cfr Galati 2,11-21. Sebbene si potesse giustamente aspettare dagli ebrei che mettessero da parte le loro paure di unimpurità rituale, nel momento in cui trattavano con i pagano-cristiani per il bene della comune appartenenza a Cristo, molti ebreo-cristiani, tuttavia, trovarono evidentemente difficoltà a superare le loro inibizioni (Atti 15,20). Perciò era opportuno che anche i pagano-cristiani fossero tenuti a rispettare determinate usanze dei loro fratelli cristiani di fede ebraica. Questa dovrebbe essere probabilmente la ragione della Lettera del Consiglio (Atti 15,23-29). Luca vuole sottolineare negli Atti degli Apostoli che entrambe le regole furono raggiunte con il consenso delle autorità e della comunità primitiva di Gerusalemme. Per questo motivo egli unisce questi giudizi nel capitolo 15 degli Atti degli Apostoli.

Domanda 102: Perché gli Israeliti, cioè gli ebrei, sono maledetti da Allah? Questa maledizione vale anche per gli ebrei doggi? (TR)

Risposta:
Si prega di leggere la risposta alla domanda 15, che è basata sul testo della dichiarazione solenne di Nostra Aetate (n.4) del Concilio Vaticano II. Il Catechismo Cattolico degli Adulti (1985), pubblicato dalla Conferenza Episcopale Tedesca, a questo riguardo dice:
La fede di Gesù lega lebreo e il cristiano; la fede in Gesù li divide. In contrasto con lebraismo, i cristiani credono che Gesù, nostro fratello, è anche il figlio di Dio, che ha mantenuto la sua promessa a Israele per mezzo della croce di Gesù e la risurrezione. La croce, che a Gesù fu consegnata da parte dei leader ebraici del tempo, è un segno di salvezza per i cristiani. In quanto tale deve essere proclamata come un segno di pace universale (cfr. Nostra Aetate, 4). Pertanto, secondo le parole dellApostolo Paolo, è sbagliato caratterizzare gli ebrei come rifiutati e maledetti (Romani 11,1-2). Dio ama ancora il suo popolo per il bene dei loro padri perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili (Romani 11,29). Per questo motivo, tutto lodio per gli ebrei e, in particolare, tutta la persecuzione degli ebrei, che si è verificata spesso e a tale terrificante punto nella storia del cristianesimo, sono da essere condannati, e i colloqui con lebraismo che sono stati ripresi nei nostri giorni sono da proseguire e da approfondire.

Domanda 103: Perché il cristianesimo si diffuse in Europa, anche se ebbe origine nel Vicino Oriente? (TR)

Risposta:
Il Vangelo secondo Matteo termina con la missione universale da parte di Gesù risorto agli undici apostoli: E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matteo 28,18-20).

In obbedienza a questo comando, gli apostoli e la prima generazione di cristiani diffusero la loro fede in tutte le direzioni. Le comunità e le chiese cristiane furono fondate molto presto in Asia, Africa ed Europa. Fino alla rapida espansione del dominio islamico, il centro del mondo cristiano si trovava nella regione del Mediterraneo, compresa lAfrica del Nord, così come nel Vicino e Medio Oriente. Non poche comunità e chiese cristiane vennero ad essere governate dai musulmani, a causa dellespansione delle dinastie musulmane, e divennero dhimmi-s (letteralmente: "persone protette") dellIslam. Le maggioranze cristiane divennero gradualmente minoranze cristiane. Il numero dei cristiani nei paesi con maggioranze musulmane diminuì costantemente e talvolta in modo drammatico. Durante il corso di diversi secoli, il centro del cristianesimo si spostò verso lEuropa occidentale ed orientale. Dal 15° secolo si è diffuso da qui ad altre parti del globo.

Il cristianesimo oggi è presente in tutti i sei continenti, cioè, si è esteso in tutto il mondo. La maggioranza dei cristiani vive nel sud del mondo, in America Latina, Africa e Oceania. Mentre il numero dei cristiani europei-occidentali è in costante declino, il numero dei cristiani nel sud del mondo è in aumento. Di conseguenza, il volto globale del cristianesimo sta cambiando decisamente e in misura crescente.

Domanda 104: Può Dio fare degli errori, quali degli attributi di Dio sono espressione del fatto che Dio può fare e dimenticare gli errori? (DE)

Risposta:
Dio è onnipotente e perfetto. È quindi inconcepibile e assurdo supporre che Dio possa fare o dimenticare gli errori.

Domanda 105: Nella risposta alla domanda 94, voi scrivete: "Gli scrittori biblici includevano nei loro libri anche miti presi da altri o anche ne inventavano alcuni loro stessi." Tuttavia, ciò è respinto nei Vangeli (2 Pietro 1,16). Come spiegate questo? (TR)

Risposta:
E scritto nella seconda Lettera di Pietro (1,16-19), Infatti, non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». Questa voce noi labbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere lattenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori.

Gli gnostici - le persone che diffusero le speculazioni ebraiche riguardo alla storia dei patriarchi e agli eroi del Vecchio Testamento - cercarono di sostenere la loro eresia per quanto riguarda il ritorno del Messia con tali speculazioni arbitrarie (2 Pietro 3,4-5, 1 Timoteo 1,4; 6,20) e così via. Pietro e i (suoi) due colleghi apostoli, daltra parte, in qualità di testimoni alla rivelazione furono in grado di proclamare la trasfigurazione di Cristo (Matteo 17,1-8) come nunzio e garanzia della potente seconda venuta di Cristo (2 Pietro 1,16-19).

Naturalmente non intendevamo nella nostra risposta alla domanda 94 dire che i libri della Bibbia siano pieni di speculazione arbitraria e basati su storie liberamente inventate. Piuttosto, quello che noi volevamo dire è che i diversi scrittori dei santi libri, in alcune circostanze, utilizzavano anche storie e persone fittizie per affermare la verità e i valori che essi, come scrittori ispirati, volevano presentare in modo efficace.

Domanda 106: Una ragazza musulmana, che sposa un cristiano, sarà automaticamente esclusa dallIslam? (TR)

Risposta:
Si potrebbe dire, che questa domanda sia piuttosto rivolta ai musulmani e alla loro interpretazione della legge islamica di questo caso.

Tuttavia, il lettore presumibilmente vuole anche sapere se, dal punto di vista della Chiesa cattolica e del suo diritto canonico, è possibile per un musulmano dichiarato vivere in matrimonio con un cattolico e se la Chiesa consente un tale matrimonio misto per un cattolico. In altre parole, un uomo cattolico può sposare una donna musulmana e consentirle, come sua moglie, di continuare a praticare lIslam senza che lui, in quanto cattolico, sia condannato per questo? La Chiesa cattolica riconosce un tale matrimonio e accetta lopzione sottostante su cui è basato come una possibilità?

A causa delle difficoltà che spesso sorgono quando i cattolici sposano una persona non battezzata, la Chiesa cattolica sconsiglia tali matrimoni. Tuttavia, un tale matrimonio è possibile da una prospettiva cattolica. In una tale matrimonio, da una prospettiva cattolica, entrambi i coniugi devono avere la libertà di praticare la loro fede.

Da una prospettiva cattolica, le stesse condizioni si applicano a un matrimonio tra un uomo cattolico ed una donna musulmana così come per un matrimonio tra una donna cattolica e un uomo musulmano. A questo proposito, non ci sono differenze giuridiche in quanto, da una prospettiva cattolica, uomini e donne hanno pari diritti nel matrimonio.

Normalmente, un matrimonio tra un cattolico e una persona non battezzata affronta lostacolo della disparità di culto per il diritto canonico sul matrimonio. Tuttavia, se una coppia è decisa a sposarsi, un vescovo o il suo rappresentante può poi rimuovere questo ostacolo. Questa rimozione presume, tuttavia, che le seguenti condizioni siano soddisfatte:
- Il partner cattolico deve promettere di aderire con fermezza alla sua fede e fare uno sforzo per garantire che anche i bambini siano battezzati nella Chiesa cattolica e siano allevati nella fede cattolica.
- Il partner musulmano deve riceverne avviso e deve essere anche informato circa il contenuto di una comprensione cattolica del matrimonio.

Ciò detto, il partner cattolico deve essere consapevole del fatto che anche il partner musulmano è tenuto a trasmettere la sua fede. Per questo motivo, la Chiesa non domanda in ultima analisi che la fede cattolica sia preferita nel momento di allevare i figli. Da una prospettiva cattolica, i genitori stessi sono liberi di decidere in quale fede i loro figli debbano essere allevati.

Domanda 107: Perché il Vaticano ancora vieta luso dei preservativi quando lAIDS in Africa costa innumerevoli vite? (TR)

Risposta:
La domanda riguardo alluso dei preservativi si colloca nella dottrina morale cattolica nel contesto delluso permesso della contraccezione artificiale. Come è noto, il Magistero della Chiesa respinge luso dei contraccettivi artificiali perché questo viola il legame tra lunione damore e il concepimento. Per il Magistero, luso dei preservativi per prevenire uninfezione HIV costituisce soltanto unapplicazione speciale di questo insegnamento.

La Chiesa concorda che la fedeltà coniugale e lastinenza sessuale rimangono il modo più sicuro per prevenire uninfezione. Tuttavia, si deve ricordare qui che questa non è una scelta realistica per molte persone o, meglio, esse sentono che si sta chiedendo loro troppo. Per questo motivo, vi sono ripetuti tentativi da parte dei teologi e anche dei vescovi per una tolleranza morale sulluso dei preservativi per prevenire uninfezione HIV come il minimo della responsabilità verso il proprio partner e se stessi. Finora il Magistero non ha accettato tali tentativi come giusta interpretazione in base a questa particolare circostanza.

Domanda 108: Ci sono tre caratteristiche che definiscono Dio. 1 - la capacità di creare, 2 - limmortalità, 3 - linfinita potenza. Quali di queste caratteristiche sono insite anche in Gesù Cristo? Secondo voi, può qualcuno come Dio essere ucciso? (TR)

Risposta:
Si prega di iniziare con la lettura dei seguenti testi su questo sito che si riferiscono tutti alla questione sollevata: capitolo 3, sezioni III e IV e le risposte alle domande 97; 12; 19 e in particolare la domanda&risposta 50.

Commentiamo anche: le tre caratteristiche che definiscono Dio della domanda non tengono conto di altre caratteristiche o nomi di Dio, che sono di fondamentale importanza per il Corano, secondo la sua valutazione e, quindi, per lIslam in generale. Si confronti, per esempio, linvocazione in nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso, allinizio di ogni Sura del Corano, ad eccezione della nona. O si legga la Sura 59:22-24:
Egli è Dio, non vha altro dio che Lui, Conoscitore dellInvisibile e del Visibile, il Clemente, il Misericordioso! - Egli è Dio: non va altro dio che Lui, il Re, il Santo, la Pace, il Fedele, il Custode, il Possente, il Saggiatore, il Grandissimo, Sia gloria a Dio oltre quel che a Lui associano! Egli è Dio, il Creatore, il Plasmatore, il Forgiatore, Suoi sono i Nomi Bellissimi, e canta le Sue lodi tutto quel chè nei cieli e sulla terra, egli è il Possente Sapiente!-

Si guardi lordine di successione in cui sono elencate le caratteristiche Dio. Le varie liste dei 99 più bei nomi di Allah, per esempio lelenco dellHadith, che si trova nella raccolta Hadith di Tirmidhi, che vengono attribuite alla mediazione di Abu Hurayra (secondo Abu Hurayra), nomina prima di tutto quelle caratteristiche elencate nella Sura 59:22-24, seguite da molte altre.

La visione cristiana di Dio è interamente costituita dai sermoni e dalle azioni di Gesù di Nazaret. I cristiani leggono il Vecchio Testamento alla luce degli insegnamenti e della testimonianza di Gesù di Nazaret. E poi, è la novità della fede biblica? Nella sua prima enciclica Deus caritas est (= Dio è amore) del 25 dicembre 2005, Papa Benedetto XVI scrive:

    La novità della fede biblica

    9. (…) Nel cammino della fede biblica diventa invece sempre più chiaro ed univoco ciò che la preghiera fondamentale di Israele, lo Shema, riassume nelle parole: « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo » (Deuteronomio 6, 4). Esiste un solo Dio, che è il Creatore del cielo e della terra e perciò è anche il Dio di tutti gli uomini. Due fatti in questa precisazione sono singolari: che veramente tutti gli altri dei non sono Dio e che tutta la realtà nella quale viviamo risale a Dio, è creata da Lui. Certamente, lidea di una creazione esiste anche altrove, ma solo qui risulta assolutamente chiaro che non un dio qualsiasi, ma lunico vero Dio, Egli stesso, è lautore dellintera realtà; essa proviene dalla potenza della sua Parola creatrice. Ciò significa che questa sua creatura gli è cara, perché appunto da Lui stesso è stata voluta, da Lui «fatta». E così appare ora il secondo elemento importante: questo Dio ama luomo. La potenza divina che Aristotele, al culmine della filosofia greca, cercò di cogliere mediante la riflessione, è sì per ogni essere oggetto del desiderio e dell'amore — come realtà amata questa divinità muove il mondo, –  (Cf. Metaphysik; XII,7) –  ma essa stessa non ha bisogno di niente e non ama, soltanto viene amata. Lunico Dio in cui Israele crede, invece, ama personalmente. Il suo amore, inoltre, è un amore elettivo: tra tutti i popoli Egli sceglie Israele e lo ama — con lo scopo però di guarire, proprio in tal modo, lintera umanità. (…)

    Soprattutto i profeti Osea ed Ezechiele hanno descritto questa passione di Dio per il suo popolo con ardite immagini erotiche. Il rapporto di Dio con Israele viene illustrato mediante le metafore del fidanzamento e del matrimonio; di conseguenza, lidolatria è adulterio e prostituzione. Con ciò si accenna concretamente — come abbiamo visto — ai culti della fertilità con il loro abuso delleros, ma al contempo viene anche descritto il rapporto di fedeltà tra Israele e il suo Dio. La storia damore di Dio con Israele consiste, in profondità, nel fatto che Egli dona la Torah, apre cioè gli occhi a Israele sulla vera natura delluomo e gli indica la strada del vero umanesimo. Tale storia consiste nel fatto che luomo, vivendo nella fedeltà allunico Dio, sperimenta se stesso come colui che è amato da Dio e scopre la gioia nella verità, nella giustizia — la gioia in Dio che diventa la sua essenziale felicità: « Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra... Il mio bene è stare vicino a Dio » (Salmi 73 [72], 25. 28).

    11. La prima novità della fede biblica consiste, come abbiamo visto, nellimmagine di Dio; la seconda, con essa essenzialmente connessa, la troviamo nellimmagine delluomo. Il racconto biblico della creazione parla della solitudine del primo uomo, Adamo, al quale Dio vuole affiancare un aiuto. Fra tutte le creature, nessuna può essere per luomo quellaiuto di cui ha bisogno, sebbene a tutte le bestie selvatiche e a tutti gli uccelli egli abbia dato un nome, integrandoli così nel contesto della sua vita. Allora, da una costola delluomo, Dio plasma la donna. Ora Adamo trova laiuto di cui ha bisogno: « Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa » (Genesi 2, 23).

    Due sono qui gli aspetti importanti: leros è come radicato nella natura stessa delluomo; Adamo è in ricerca e « abbandona suo padre e sua madre » per trovare la donna; solo nel loro insieme rappresentano linterezza dellumanità, diventano « una sola carne ». Non meno importante è il secondo aspetto: in un orientamento fondato nella creazione, leros rimanda luomo al matrimonio, a un legame caratterizzato da unicità e definitività; così, e solo così, si realizza la sua intima destinazione. Allimmagine del Dio monoteistico corrisponde il matrimonio monogamico. Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa licona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dellamore umano. Questo stretto nesso tra eros e matrimonio nella Bibbia quasi non trova paralleli nella letteratura al di fuori di essa.

    Gesù Cristo – lamore incarnato di Dio

    12. (…) La vera novità del Nuovo Testamento non sta in nuove idee, ma nella figura stessa di Cristo, che dà carne e sangue ai concetti — un realismo inaudito. Già nellAntico Testamento la novità biblica non consiste semplicemente in nozioni astratte, ma nellagire imprevedibile e in certo senso inaudito di Dio. Questo agire di Dio acquista ora la sua forma drammatica nel fatto che, in Gesù Cristo, Dio stesso insegue la « pecorella smarrita », lumanità sofferente e perduta. Quando Gesù nelle sue parabole parla del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare. Nella sua morte in croce si compie quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare luomo e salvarlo — amore, questo, nella sua forma più radicale. Lo sguardo rivolto al fianco squarciato di Cristo, di cui parla Giovanni (cfr 19, 37), comprende ciò che è stato il punto di partenza di questa Lettera enciclica: «Dio è amore » (1 Giovanni 4, 8). È lì che questa verità può essere contemplata. E partendo da lì deve ora definirsi che cosa sia lamore. A partire da questo sguardo il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo amare.
    (Papa Benedetto XVI, DEUS CARITAS EST (sullamore cristiano) 9, 10, 11 e 12.)

Domanda 109: Linquisizione può essere considerata un esempio di tolleranza cristiana e di amore della pace? (TR)

Risposta:
Come risposta citiamo una selezione dal 2° volume del Katholischen Erwachsenen-Katechismus Leben aus dem Glauben (Freiburg i. Br.: Herder, 1995, pagg. 202-204), il Catechismo cattolico degli Adulti, Vita nella fede, pubblicato dal Sinodo tedesco.

Labuso di potere in nome di Dio

Il modo peggiore di screditare il nome di Dio e di ingiuriare il Suo nome è attraverso la violenza ingiusta "in nome di Dio". Storicamente, molti fatti terribili sono stati commessi in Suo nome. La chiesa, anche, ha ripetutamente ceduto alle tentazioni del potere. Ancora oggi, quando la chiesa esercita pressione con forza per il riconoscimento dei diritti umani, nondimeno soffre le conseguenze della pesante ipoteca passata connessa con lInquisizione.

LInquisizione è listituzione più fraintesa, ma anche la più insultata. Il suo scopo originario fu quello di proteggere lunità della fede dalla grave minaccia di movimenti entusiastici e rivoluzionari estranei alla fede cattolica, i quali, come nel caso dei Catari, portarono alla fondazione di para-chiese in epoca medioevale. Nel 1184 Papa Lucio III e re Federico I (Barbarossa) raggiunsero un accordo sulla persecuzione degli eretici in conformità con lallora prevalente comprensione dellautorità clericale e laica. Lautorità clericale ebbe il compito di sradicare e indagare (inquisizione) sulle presunte offese (eresia), mentre lautorità laica fu incaricata di eseguire la sentenza. Lautorità laica, che considerava se stessa la protettrice della chiesa e che vide linsurrezione contro la fede cristiana come la rappresentazione di una minaccia per una società cristiana (res publica christiana), fu estremamente interessata alla persecuzione degli eretici e successivamente esercitò pressione sulla chiesa per estendere linquisizione. I maggiori teologi, come Tommaso DAquino (1225-1274) nella sua principale pubblicazione Summa Theologica, fornirono la giustificazione teologica per la persecuzione e lesecuzione degli eretici persistenti (cfr. S. Th. II, II, q.11, art. 3).

Negli anni successivi le diverse istituzioni responsabili nei singoli paesi attuarono linquisizione in modi molto diversi. Accanto a fanatici sostenitori ci furono anche aspri oppositori dellabuso dellinquisizione, soprattutto durante la successiva persecuzione delle streghe dal XV al XVIII secolo (tra loro il gesuita Friedrich Spee [1591/1635]).

La tragedia dellinquisizione fu che il pensiero in quei giorni era ancora senza il concetto di tolleranza, che noi diamo per scontato in questo nostro tempo, che lo scopo originario di unautorità giuridica ordinata e giusta fu alterata e abusata nel vortice delleccesso e dellisteria di massa, e, infine, che gli sforzi delle forze come lInquisizione spagnola, che cercarono di combattere la pubblica paura isterica delle streghe, non poteva farsi valere sufficientemente. Con labolizione dellinquisizione (in Portogallo non prima del 1821 e in Spagna non prima del 1834), termina un capitolo che è ancora citato come un esempio dellabuso di potere della chiesa in nome di Dio.

Non può una valutazione del passato storica e di fatto differenziata cancellare la costernazione dei cristiani in materia di abuso del potere, perfino importanti funzionari rappresentanti della chiesa cattolica e protestante presero parte alla persecuzione delle streghe. In un discorso davanti agli storici nel 1955 Papa Pio XII presentò unanalisi approfondita del rapporto tra la chiesa e il mondo, tra la fede e la conoscenza scientifica, e descrisse i rispettivi criteri (cfr Acta Apostolicae Sedis XLVII, 1955, 672-682 ). Inoltre, Papa Giovanni Paolo II compì un enorme passo in avanti per venire a patti con il passato, quando riabilitò Galilei.

Nel corso di una funzione pontificia festiva a San Pietro il 12 marzo 2000, il lungo annunciato Esame di coscienza alla fine del secolo finì con una grande accettazione di colpa per la cattiva condotta della Chiesa: il grande Mea culpa. Il papa chiese perdono per il ruolo della Chiesa nellinquisizione, i roghi degli eretici, le guerre religiose e i secoli di anti-giudaismo.

Citiamo dalla confessione:

    PREGHIERA UNIVERSALE, CONFESSIONE DELLE COLPE E RICHIESTA DI PERDONO

    Monizione iniziale  

    Il Santo Padre: 

    Fratelli e sorelle, 
    supplichiamo con fiducia Dio nostro Padre, 
    misericordioso e compassionevole, 
    lento allira, grande nellamore e nella fedeltà, 
    perché accolga il pentimento del suo popolo, 
    che confessa umilmente le proprie colpe, 
    e gli conceda la sua misericordia. 

    Tutti pregano per qualche momento in silenzio. 

    I. CONFESSIONE DEI PECCATI IN GENERALE 

    Rappresentante della Curia Romana (Cardinal Bernardin Gantin, Decano del Collegio dei Cardinali): 

    Preghiamo perché la nostra confessione e il nostro pentimento 
    siano ispirati dallo Spirito Santo, 
    il nostro dolore sia consapevole e profondo, 
    e perché, considerando con umiltà le colpe del passato,
    in unautentica «purificazione della memoria», 
    ci impegniamo in un cammino di vera conversione. 

    Preghiera in silenzio.

    Il Santo Padre: 

    Signore Dio, 
    la tua Chiesa pellegrina, 
    sempre da te santificata nel sangue del tuo Figlio,
    in ogni tempo annovera nel suo seno 
    membri che rifulgono per santità 
    ed altri che nella disobbedienza a te 
    contraddicono la fede professata e il santo Vangelo. 
    Tu, che resti fedele 
    anche quando noi diventiamo infedeli, 
    perdona le nostre colpe 
    e concedici di essere tra gli uomini 
    tuoi autentici testimoni. 
    Per Cristo nostro Signore. 

    R. Amen. 

    Il Cantore:
     Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison. 

    Lassemblea ripete:
    Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison. 

    Viene accesa una lampada davanti al Crocifisso. 

    II. CONFESSIONE DELLE COLPE NEL SERVIZIO DELLA VERITÀ 

    Rappresentante della Curia Romana
    (Cardinal Joseph Ratzinger, Prefect of the Congregation for the Doctrine of the Faith): 

    Preghiamo perché ciascuno di noi, 
    riconoscendo che anche uomini di Chiesa,
    in nome della fede e della morale, 
    hanno talora fatto ricorso a metodi non evangelici 
    nel pur doveroso impegno di difesa della verità, 
    sappia imitare il Signore Gesù, 
    mite e umile di cuore. 

    Preghiera in silenzio. 

    II Santo Padre: 

    Signore, Dio di tutti gli uomini, 
    in certe epoche della storia 
    i cristiani hanno talvolta accondisceso a metodi di intolleranza 
    e non hanno seguito il grande comandamento dellamore, 
    deturpando così il volto della Chiesa, tua Sposa. 
    Abbi misericordia dei tuoi figli peccatori 
    e accogli il nostro proposito 
    di cercare e promuovere la verità nella dolcezza della carità, 
    ben sapendo che la verità 
    non si impone che in virtù della stessa verità. 
    Per Cristo nostro Signore. 

    R. Amen. 

    R. Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison. 

    Viene accesa una lampada davanti al Crocifisso.

Domanda 110: Potreste spiegare il versetto di Matteo 10,34 – Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada? (TR)

Risposta:
In Luca 2,34 leggiamo che Gesù è segno di contraddizione, cioè nella sua missione di essere luce per gli uomini egli subisce ostilità e persecuzione, anche e soprattutto tra il suo popolo. Senza volere la disgregazione tra gli uomini, Egli crea disunione e ostilità come uninevitabile conseguenza della scelta che Egli richiede. Simeone, un uomo giusto e pio su cui lo Spirito Santo brillò (Luca 2,25) disse a Maria, la madre di Gesù, nella Sua presentazione al tempio che: Egli (cioè Gesù)  è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà lanima (Luca 2, 34-35). In altre parole: Maria, la vera figlia di Sion farà lei stessa lesperienza della sofferenza che è il destino del suo popolo. Insieme con suo figlio lei sarà al centro di questo paradosso, in cui i cuori devono dichiarare la loro fedeltà, pro o contro Gesù. La spada è il simbolo proprio di questo.

Domanda 111: Perché non parlate del giudaismo? Il cristianesimo è in realtà una religione sotto il controllo ebreo? (TR)

Risposta:
Si prega di leggere le risposte alle domande 83 e 102. In aggiunta citiamo il paragrafo corrispondente del recentemente pubblicato Kompendium der Soziallehre der Kirche (Freiburg i.Br.: Herder, 2006, Nr. 536), il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, che si basa sul documento del Concilio Nostra Aetate:

Nella comune tradizione dellAntico Testamento, la Chiesa Cattolica sa di poter dialogare con i fratelli Ebrei, anche mediante la sua dottrina sociale, per costruire insieme un futuro di giustizia e di pace per tutti gli uomini, figli dellunico Dio. Il comune patrimonio spirituale favorisce la mutua conoscenza e la stima reciproca, sulla cui base può crescere lintesa per il superamento di ogni discriminazione e la difesa della dignità umana. In modo comparabile, nella parte 3 di Nostra Aetate, la Chiesa esorta i cristiani e i musulmani a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà(n. 3). Nessuna religione e nessuna persona di buona volontà è esclusa dallinvito della Chiesa a sostenere la realizzazione di più giustizia e di più pace solida nel mondo, attraverso il dialogo e nella collaborazione con la chiesa. La dottrina sociale si caratterizza anche per un costante appello al dialogo tra tutti i credenti delle religioni del mondo, affinché sappiano condividere la ricerca delle forme più opportune di collaborazione… Perché: Le religioni hanno un ruolo importante per il conseguimento della pace, che dipende dal comune impegno per lo sviluppo integrale delluomo (Compendio, n. 537).

Domanda 112: Voi sostenete che Gesù è il Figlio di Dio, perché Egli non ha un padre. Lantenato di tutti, Adamo, pure non ebbe un padre. Anche Adamo è quindi un Figlio di Dio? (TR)

Risposta:
La Chiesa crede e proclama che Gesù di Nazareth è il Figlio di Dio. La Domanda e Risposta 50 sopra spiegano come la Chiesa è arrivata a questa convinzione.

Il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica spiega il credo della Chiesa con riferimento a Gesù Cristo:

    94. «Concepito per opera dello Spirito Santo... »: che cosa significa questa espressione?
    Significa che la Vergine Maria ha concepito il Figlio eterno nel suo grembo per opera dello Spirito Santo e senza la collaborazione di uomo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te» (Luca 1,35), le ha detto lAngelo nellAnnunciazione.

    95. «...Nato dalla Vergine Maria »: perché Maria è veramente la Madre di Dio?
    Maria è veramente
    Madre di Dio perché è la madre di Gesù (Giovanni 2,1; 19,25). In effetti, colui che è stato concepito per opera dello Spirito Santo e che è diventato veramente suo Figlio, è il Figlio eterno di Dio Padre. È Dio egli stesso.

    98. Che cosa significa la concezione verginale di Gesù?
    Significa che Gesù è stato concepito nel grembo della Vergine per la sola potenza dello Spirito Santo, senza intervento delluomo. Egli è Figlio del Padre celeste secondo la natura divina e Figlio di Maria secondo la natura umana, ma propriamente Figlio di Dio nelle due nature, essendoci in lui una sola Persona, quella divina.

Il Corano e la Bibbia parlano della creazione della prima coppia umana, Adamo ed Eva, nella quale il Corano non menziona il nome della moglie di Adamo. Tutti i testi rilevanti rendono del tutto evidente che Adamo e la moglie sono esseri umani; inoltre, sono esseri umani che peccarono e che richiesero il perdono di Dio. Gesù, daltro canto, era senza peccato.

Domanda 113: I Vangeli raccontano della maledizione di Gesù ad un fico perché non aveva frutti. Che genere di cura amorosa è? E come può Gesù, che voi ritenete essere il Figlio di Dio, provare fame? (TR)

Risposta:
Questa domanda fa riferimento a Matteo 21,18-22.

Secondo la fede della Chiesa, Gesù fu totalmente Dio e totalmente uomo. Nella sua vita umana qui sulla terra fu proprio come qualsiasi altro essere umano, ad eccezione del fatto che Egli fu senza peccato. Ciò è confermato in tutti i Vangeli del Nuovo Testamento.
Se gli viene data sufficiente acqua e eventualmente qualche nutrimento, lalbero di fico può anche prosperare su un suolo povero e sassoso; un fico non fruttifero è quindi giustamente considerato un fastidio (cfr Luca 13,6-9).

Il testo biblico nella domanda, tuttavia, non è un miracolo di punizione - come può una pianta naturale essere punita? - piuttosto, è un segno dazione. Le azioni di Gesù nel tempio, che sono descritte nel versetto immediatamente precedente (Matteo 21,12-17) devono essere interpretate come il giudizio dIsraele. Gesù arrivò al fico che cresceva lungo la sua strada nella speranza di trovare dei fichi da mangiare. Il riferimento alla fame di Gesù, è fatto per spiegare il suo interesse per lalbero. Ma egli non trova frutti sulla pianta, nonostante abbia le foglie. Normalmente, egli avrebbe dovuto trovare almeno le gemme del frutto che servono come nutrimento. La gravità della maledizione e limmediato appassire dellalbero dimostrano che questo è un segno profetico che punta a qualcosa di ben oltre se stesso ad un genere molto più triste di appassire. Il miracolo quindi non ha nulla a che fare con la frustrazione o la fame. Piuttosto, si tratta dIsraele (cfr. in particolare Matteo 21,43 e 22,3 e 23). Nonostante i segni esterni, Israele era senza frutto. Lappassire del fico è una parola apocalittica e una sentenza che sarà compiuta con la distruzione di Gerusalemme e dei suoi templi (cfr. Luca 13,6-9: lì la parabola del fico ha lo stesso simbolismo come segno dazione qui. Per quanto riguarda il simbolo del fico sterile per Israele si veda anche Geremia 8,18; Mica 7,1, Isaia 5,1-8; Osea 9,10;16).

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