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Domande & Risposte 5
Domanda 41: Perché i crociati hanno trucidato migliaia di persone innocenti? Che tipo di amore di Dio e di tolleranza è mai questo? (TR)
Risposta: Vorrei iniziare con un breve racconto delle crociate in senso stretto, cioè le crociate per la liberazione della Terra Santa, descritto da Ludwig Hagemann (Was glauben Christen? Die Grundaussagen einer Weltreligion. Herder-Taschenbuch nr. 1729, Friburgo, 1991, p.126): quando i turchi conquistarono Gerusalemme nel 1071 d.C., i pellegrini che da lì ritornavano riferivano di vessazioni e divieti da parte dei nuovi dominatori. Queste notizie non rimasero senza effetto. Quando lImperatore Alessio I Comneno (1081- 1119) chiese aiuto al Papa Urbano II (1088-1099) contro la minaccia di Costantinopoli, lappello del papa nel Sinodo di Clermont, il 27 novembre 1095, per aiutare i cristiani in Oriente e per liberare la Terra Santa dalloccupazione musulmana, diede vita ad un movimento di massa che unificò, per quasi due secoli, i popoli dellOccidente al di là dei propri confini nazionali.
Deus lo volt, Dio lo vuole, era lo slogan della conquista. Il papa stesso guidò il movimento della crociata.
Lobiettivo originario non fu mai raggiunto. Al contrario, tutti i tentativi per ristabilire il dominio cristiano in Terra Santa hanno avuto successo solo per un periodo di tempo limitato; in ultima analisi, essi sono tutti falliti. Le motivazioni che stavano dietro il movimento, allinizio solo religiose, sono divenute confuse sotto la passione per la guerra e lavventura, la sete di sangue e la brama di bottino e di potere. I rapporti tra cristiani e musulmani sono stati sottoposti ad una forte pressione con la conseguenza di una nuova unità islamica contro i cristiani. La Chiesa dOriente era più amareggiata di prima. Gli sforzi per stabilire ununione non ebbero successo, e la divisione tra la Chiesa dOccidente e quella di Oriente si approfondì con la creazione, sebbene di breve durata, dellImpero Latino a Costantinopoli (1204-1261).
Nel 2004, una mostra imponente, ben strutturata presso il Museo Diocesano del Duomo di Magonza dal titolo Nessuna guerra è santa. Le crociate, ha generato molto interesse. Lintroduzione alla mostra dice:
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La storia delle crociate spesso è stata descritta in una luce molto idealistica, ed è stata sfruttata dalla Chiesa e dallo Stato per ragioni politiche e religiose. Il XIX secolo, con la sua romantica ammirazione per i cavalieri e la cavalleria, vide gli atti dei crociati come espressione di coraggio, di prodezza , di nobiltà e del timore di Dio. Questo modo di pensare è ben rappresentato nellaffresco della Cattedrale di Spira, raffigurante il predicatore della grande crociata Bernardo di Chiaravalle, affresco che chiaramente mostra una rappresentazione acritica e romanzata di un importante evento storico. Queste rappresentazioni della storia hanno poco in comune con la realtà.
Le crociate sono state guerre di conquista sanguinarie e crudeli, che hanno provocato miserie e sofferenza.
Ma quelli che dallanno 1095 sono diventati crociati hanno agito secondo i valori del loro tempo, che noi oggi troviamo ancora molto difficili da comprendere. I crociati hanno considerato la liberazione della Terra Santa dalle mani dei non credenti una guerra giusta che Dio stesso aveva autorizzato attraverso il Papa. Le conseguenze di questa pia convinzione sono immani. In ogni caso, lidea delle crociate, i motivi di quanti vi hanno preso parte e le varie forme che assunsero nella storia è contaminata da aberrazioni e colpe.
Le crociate non solo hanno provocato centinaia di migliaia di morti ma, soprattutto, una profonda separazione tra il mondo islamico orientale e quello cristiano occidentale, le cui tracce sono visibili ancora oggi.
La Chiesa Romana ha avuto una parte importante in questa evoluzione e, per questo, Papa Giovanni Paolo II si è espresso chiaramente su questo argomento: ad Atene, il 5 maggio del 2001, egli ha chiesto perdono dei peccati, che i figli e le figlie della Chiesa cattolica hanno commesso contro i cristiani ortodossi. In particolare ha ricordato la conquista di Costantinopoli da parte dei crociati nellanno 1204. Era la prima visita di un pontefice romano in Grecia dopo più di 1000 anni.
Il 6 maggio 2001, il Santo Padre ha visitato la Moschea degli Omayyadi a Damasco. Ha espresso il suo auspicio che i responsabili religiosi e gli insegnanti musulmani e cristiani presentino le nostre due grandi comunità religiose come comunità in un dialogo rispettoso e mai più come comunità in conflitto. Per la prima volta nella storia, un Pontefice romano ha messo piede in una moschea.
Questa pubblica ammissione e lappello al perdono per le ingiustizie delle crociate, che in parte furono colpa della chiesa, dovrebbero dare il necessario incoraggiamento per migliorare il rapporto tra le tre grandi fedi monoteiste di cristiani, ebrei e musulmani (citazione dal prologo delle didascalie che accompagnavano la mostra segnalata sopra: Nessuna guerra è santa. Le crociate, Museo Diocesano della Cattedrale Episcopale, Magonza 2004).
Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato il primo sabato di Quaresima dellanno giubilare 2000 (12 marzo) il Giorno del Perdono. Il 2000 è stato lanno in cui i cristiani hanno celebrato il secondo millennio dalla nascita di Gesù di Nazareth e linizio del terzo millennio. Nella sua omelia di quella domenica, il Papa ha detto:
Dinanzi a Cristo che, per amore, si è addossato le nostre iniquità, siamo tutti invitati ad un profondo esame di coscienza. Uno degli elementi caratteristici del Grande Giubileo sta in ciò che ho qualificato come "purificazione della memoria" (Bolla Incarnationis mysterium, 11). Come Successore di Pietro, ho chiesto che "in questo anno di misericordia la Chiesa, forte della santità che riceve dal suo Signore, si inginocchi dinanzi a Dio ed implori il perdono per i peccati passati e presenti dei suoi figli" (ibid.). L'odierna prima Domenica di Quaresima mi è parsa l'occasione propizia perché la Chiesa, raccolta spiritualmente attorno al Successore di Pietro, implori il perdono divino per le colpe di tutti i credenti. Perdoniamo e chiediamo perdono!
Perdoniamo e chiediamo perdono! Mentre lodiamo Dio che, nel suo amore misericordioso, ha suscitato nella Chiesa una messe meravigliosa di santità, di ardore missionario, di totale dedizione a Cristo ed al prossimo, non possiamo non riconoscere le infedeltà al Vangelo in cui sono incorsi certi nostri fratelli, specialmente durante il secondo millennio. Chiediamo perdono per le divisioni che sono intervenute tra i cristiani, per l'uso della violenza che alcuni di essi hanno fatto nel servizio alla verità, e per gli atteggiamenti di diffidenza e di ostilità assunti talora nei confronti dei seguaci di altre religioni.
Confessiamo, a maggior ragione, le nostre responsabilità di cristiani per i mali di oggi. Dinanzi all'ateismo, all'indifferenza religiosa, al secolarismo, al relativismo etico, alle violazioni del diritto alla vita, al disinteresse verso la povertà di molti Paesi, non possiamo non chiederci quali sono le nostre responsabilità. Per la parte che ciascuno di noi, con i suoi comportamenti, ha avuto in questi mali, contribuendo a deturpare il volto della Chiesa, chiediamo umilmente perdono.
In pari tempo, mentre confessiamo le nostre colpe, perdoniamo le colpe commesse dagli altri nei nostri confronti. Nel corso della storia innumerevoli volte i cristiani hanno subito angherie, prepotenze, persecuzioni a motivo della loro fede. Come perdonarono le vittime di tali soprusi, così perdoniamo anche noi. La Chiesa di oggi e di sempre si sente impegnata a purificare la memoria di quelle tristi vicende da ogni sentimento di rancore o di rivalsa. Il Giubileo diventa così per tutti occasione propizia per una profonda conversione al Vangelo. Dall'accoglienza del perdono divino scaturisce l'impegno al perdono dei fratelli ed alla riconciliazione reciproca.
Domanda 42: Che tipo di religione è il cristianesimo, dato che i protestanti non riconoscono i cattolici come cristiani e affermano che i cattolici andranno allinferno. E questo, sebbene i protestanti e i cattolici credono nello stesso profeta e negli stessi vangeli! Le vostre scritture non vi insegnano la tolleranza? Simili punti di vista non sono crudeli e senza compassione? Solo i protestanti andranno in Paradiso? Questi insegnamenti si possono trovare nelle vostre sacre scritture? (TR)
Domanda 43: Potrebbe sintetizzare brevemente il suo punto di vista sui cristiani protestanti? Secondo linsegnamento cattolico, essi sono condannati ad andare allinferno? (TR)
Risposta (alle domande 42 e 43): Queste due domande sembrano riguardare ampiamente i seguenti temi:
a. Cosa costituisce, dal punto di vista cattolico, lunità della Chiesa? b. in che termini questa unità è stata violata nel corso della storia? c. Come tenta la Chiesa di ricostruire questa unità? d. Come vede la Chiesa il suo rapporto con i cristiani non cattolici?
Rispondo a queste domande basandomi sulle dichiarazioni del Concilio Vaticano II (1962-65), in particolare sulla costituzione dogmatica sulla chiesa Lumen Gentium (LG) e sul decreto sullecumenismo Unitatis Redintegratio (UR), ma anche sul Catechismo Ufficiale della Chiesa Cattolica, pubblicato più di recente.
Va subito chiarito che oggi molti protestanti non sarebbero affatto daccordo con la dichiarazione loro attribuita dalla domanda 42, cioè che i cattolici andranno allinferno solo perché sono cattolici.
a) Cosa costituisce, dal punto di vista cattolico, lunità della chiesa?
La Chiesa è una per sua stessa origine, lunità di Dio uno, Padre, Figlio e Spirito Santo nella Trinità. E una, per il suo fondatore, Gesù Cristo; ed è una per il suo spirito, lo Spirito Santo che dimora nel credente e che realizza e guida tutta la Chiesa.
Sin dallinizio cè stata molta diversità allinterno della Chiesa. Questo deriva dalla diversità dei doni di Dio, ma anche dalla diversità delle persone che ricevono questi doni. Questa diversità allinterno dei suoi membri nasce sia a causa del loro compiti, come nel caso di quanti esercitano il sacro ministero per il bene dei loro fratelli, sia a causa della loro condizione o stato di vita, come nel caso dei quanti abbracciano la vita religiosa e, tendendo alla santità attraverso una via stretta, stimolano i loro fratelli con il loro esempio. Così pure esistono legittimamente in seno alla comunione della Chiesa, le Chiese particolari, con proprie tradizioni, rimanendo però integro il primato della cattedra di Pietro, la quale presiede alla comunione universale di carità.
La grande ricchezza di tale diversità non si oppone all'unità della Chiesa. Tuttavia, il peccato e il peso delle sue conseguenze minacciano continuamente il dono dell'unità. (Catechismo della Chiesa Cattolica, 814)
Ma quali sono i vincoli per lunità della Chiesa? Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione (Colossesi 3,14). Lunità della chiesa è inoltre assicurata anche dai seguenti vincoli visibili:
- limpegno allunica e medesima fede apostolica; - celebrare insieme il culto, in particolare i sacramenti; - la successione apostolica, cioè lininterrotta successione di Vescovi e di sacerdoti allindietro nel tempo fino ad arrivare agli Apostoli, che attraverso il sacramento della consacrazione nutre la fraterna armonia allinterno della famiglia di Dio.
Questa è l'unica Chiesa di Cristo, (…) che il Salvatore nostro, dopo la sua resurrezione, diede da pascere a Pietro (cfr Giovanni 21,17), affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida (cfr Mt 28,18ss), e costituì per sempre colonna e sostegno della verità (cfr 1 Timoteo 3,15). Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste [in latino: subsistit in] nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui (…) (Lumen Gentium 8).
b) In che termini questa unità è stata violata nel corso della storia?
In questa Chiesa di Dio una e unica sono sorte fino dai primissimi tempi alcune scissioni, condannate con gravi parole dall'Apostolo (san Paolo) ma nei secoli posteriori sono nate dissensioni più ampie, e comunità considerevoli si staccarono dalla piena comunione della Chiesa cattolica, talora per colpa di uomini di entrambe le parti. (UR 3) Tra le comunità che si sono sviluppate dopo la separazione dalla Chiesa Cattolica vi sono i Protestanti.
Quelli poi che ora nascono e sono istruiti nella fede di Cristo in tali comunità, non possono essere accusati di peccato di separazione, e la Chiesa cattolica li circonda di fraterno rispetto e di amore. (…) Nondimeno, giustificati nel battesimo dalla fede, sono incorporati a Cristo e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani, e dai figli della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti quali fratelli nel Signore. (UR 3).
Inoltre, fuori dai confini visibili della Chiesa Cattolica, vi sono molti elementi di santificazione e di verità (LG 8): la parola di Dio scritta, la vita della grazia, la fede, la speranza e la carità, e altri doni interiori dello Spirito Santo ed elementi visibili (UR3). Lo Spirito di Cristo infatti non ricusa di servirsi di esse come di strumenti di salvezza, la cui forza deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità, che è stata affidata alla Chiesa cattolica. Tutte queste cose, le quali provengono da Cristo e a lui conducono, appartengono a buon diritto all'unica Chiesa di Cristo. (cfr LG 2-3).
c) Come tenta la Chiesa di ricostruire questa unità?
Cristo ha sempre dato alla sua Chiesa il dono dellunità, ma la Chiesa deve pregare ed operare costantemente per mantenere, rafforzare e perfezionare questa unità che Cristo vuole per lei. Per realizzare la promessa occorre:
- il rinnovamento costante della Chiesa per una maggior fedeltà alla sua chiamata. Questo rinnovamento è la forza della tensione allunità; - la conversione dei cuori per realizzare una vita pura in accordo con i Vangeli, poiché la mancanza di fedeltà dei membri della Chiesa Cattolica al dono di Cristo è causa di separazione nella Chiesa; - la preghiera congiunta poiché questa conversione del cuore e questa santità di vita, insieme con le preghiere private e pubbliche per l'unità dei cristiani, devono essere considerate come l'anima di tutto il movimento ecumenico e si possono giustamente chiamare ecumenismo spirituale (UR8); - conoscersi fraternamente gli uni con gli altri; - educazione ecumenica dei credenti e in particolare dei sacerdoti; - confrontii tra teologi e incontri di cristiani nelle varie chiese e comunità; - collaborazione tra cristiani nei diversi tipi di servizia alluomo.
d) Come vede la Chiesa il suo rapporto con i cristiani non cattolici?
Tutti gli uomini sono chiamati a formare il popolo di Dio. (…) Tutti gli uomini sono quindi chiamati a questa cattolica unità del popolo di Dio, che prefigura e promuove la pace universale; a questa unità in vario modo appartengono o sono ordinati sia i fedeli cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia infine tutti gli uomini senza eccezione, che la grazia di Dio chiama alla salvezza. (LG 13).
Sono pienamente incorporati nella società della Chiesa quelli che, avendo lo Spirito di Cristo, accettano integralmente la sua organizzazione e tutti i mezzi di salvezza in essa istituiti, e che inoltre, grazie ai legami costituiti dalla professione di fede, dai sacramenti, dal governo ecclesiastico e dalla comunione, sono uniti, nell'assemblea visibile della Chiesa, con il Cristo che la dirige mediante il sommo Pontefice e i vescovi. Non si salva, però, anche se incorporato alla Chiesa, colui che, non perseverando nella carità, rimane sì in seno alla Chiesa col corpo, ma non col cuore (LG 14).
La Chiesa sa di essere per più ragioni congiunta con coloro che, essendo battezzati, sono insigniti del nome cristiano, ma non professano integralmente la fede o non conservano l'unità di comunione sotto il successore di Pietro. (LG 15). Coloro infatti che credono in Cristo ed hanno ricevuto validamente il battesimo, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica. (UR 3). Con le Chiese ortodosse, questa comunione è talmente profonda che le manca ben poco per raggiungere la pienezza che autorizzi una celebrazione comune della Eucaristia del Signore che esprime e realizza lunità della Chiesa. (Papa Paolo VI, Omelia del 14 dicembre 1975) (vedi anche Catechismo della Chiesa Cattolica 836-838).
Domanda 44: Se ho capito correttamente, i protestanti dicono che Gesù si è fatto carico di tutti i vostri peccati e che vi ha promesso il Regno dei cieli. Questo significherebbe che potreste commettere un qualsiasi numero di peccati, ed essere cattivi come volete, perché tanto siete già stati salvati. Come è possibile credere in questi insegnamenti contenuti nei Vangeli? Non potreste sbagliarvi? I Vangeli insegnano veramente una fede che incoraggia le persone a commettere peccati? Cosa pensa su questo punto? Per questa grazia, infatti, siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perchè nessuno possa vantarsi (Efesini 2,8-9). (TR)
Risposta: Lo stesso Nuovo Testamento riconosce il grande pericolo di questo fraintendimento dei suoi insegnamenti. Raccomando di leggere attentamente la Lettera di San Paolo ai Romani 5,12-6,23 e la sua lettera ai Galati 6,1-10. LEpistola di Giacomo, che la Chiesa Cattolica considera alla stessa altezza di tutte le altre lettere degli apostoli, respinge decisamente questo equivoco. Si veda in particolare Giacomo 1,14-26.
E compito dei Concili della Chiesa chiarire gli insegnamenti che hanno provocato o possono generare fraintendimenti, usando non solo le scritture, ma anche il pensiero stesso della teologia. La costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II sulla chiesa, Lumen Gentium (40), commenta il problema della grazia, le buone opere e la santificazione:
40. Il Signore Gesù, maestro e modello divino di ogni perfezione, a tutti e a ciascuno dei suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato quella santità di vita, di cui egli stesso è autore e perfezionatore: Siate dunque perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste (Mt 5,48). Mandò infatti a tutti lo Spirito Santo, che li muova internamente ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente, con tutte le forze (cfr Marco 12,30), e ad amarsi a vicenda come Cristo ha amato loro (cfr. Giovanni 13,34; 15,12). I seguaci di Cristo, chiamati da Dio, non a titolo delle loro opere, ma a titolo del suo disegno e della grazia, giustificati in Gesù nostro Signore, nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e perciò realmente santi. Essi quindi devono, con l'aiuto di Dio, mantenere e perfezionare con la loro vita la santità che hanno ricevuto. Li ammonisce l'Apostolo che vivano come si conviene a santi (Efesini 5,3), si rivestano come si conviene a eletti di Dio, santi e prediletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di dolcezza e di pazienza (Colossesi 3,12) e portino i frutti dello Spirito per la loro santificazione (cfr. Galati 5,22; Romani 6,22). E poiché tutti commettiamo molti sbagli (cfr. Giacomo 3,2), abbiamo continuamente bisogno della misericordia di Dio e dobbiamo ogni giorno pregare: Rimetti a noi i nostri debiti (Matteo 6,12).
Domanda 45: Cosa disse il vostro Messia che voi chiamate Dio? Quanti Dei avete? Chi è questo Messia, è poi davvero Dio? Nel modo in cui lo descrivete non è chiaro se lui (il Messia) è un avvocato o Dio. Chi è che condannerà? Cristo Gesù che è morto, anzi, che è risuscitato e sta alla destra di Dio e intercede per noi? (Romani 8,34; vedi anche Ebrei 7,25). Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate, ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre, Gesù Cristo giusto (1Giovanni 2,2). (TR)
Risposta: In questa domanda confusamente esposta e nellelenco delle citazioni bibliche, ho individuato le seguenti domande di fondo: a) Quanti Dei avete (in ragione della vostra fede in Gesù Cristo come il Figlio di Dio)? b) e ancora: come potete intendere che Gesù sia vostro avvocato davanti a Dio e allo stesso tempo una delle tre persone divine nel mistero del Dio trinitario?
a) Prima di tutto, vorrei fare riferimento al testo dei capitoli 2 e 5 del libro ed alle relative Domande e Risposte.
Di seguito citerò semplicemente le sezioni 232-234 del Catechismo della Chiesa Cattolica:
232 I cristiani vengono battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Matteo 28,19). Prima rispondono Io credo alla triplice domanda con cui ad essi si chiede di confessare la loro fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito: Fides omnium christianorum in Trinitate consistit: La fede di tutti i cristiani si fonda sulla Trinità (San Cesario d'Arles, Expositio symboli (sermo 9): CCL 103, 48).
233 I cristiani sono battezzati nel nome – e non nei nomi – del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; infatti non vi è che un solo Dio, il Padre onnipotente e il Figlio suo unigenito e lo Spirito Santo: la Santissima Trinità.
234 Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È il mistero di Dio in se stesso. È quindi la sorgente di tutti gli altri misteri della fede; è la luce che li illumina. È l'insegnamento più fondamentale ed essenziale nella gerarchia delle verità di fede. Tutta la storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato.
b) La parola paraclito (in greco Paraklêtos) è unespressione della letteratura giovannea nel Nuovo Testamento. Indica la funzione di qualcosa piuttosto che la sua natura: uno che è chiamato al fianco di, che svolge il ruolo attivo di assistente, avvocato, sostenitore. Questa funzione è svolta anche da Gesù Cristo, che nei cieli è nostro avvocato presso il Padre, e intercede per conto dei peccatori (1 Giovanni 2,1); e qui in terra è svolta dallo Spirito Santo, che realizza la presenza di Gesù, poiché è il rivelatore e il difensore di Gesù (Giovanni 14,16ss.26ss; 15,26ss; 16,8-11. 13ss). Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto (Giovanni 14,26). Ciò significa che dopo la partenza di Gesù, lo Spirito Santo prenderà il suo posto come Paraclito tra i credenti, Giovanni 14,16-17; 16,7, vedi anche 1,33. E il Paraclito, lavvocato, il difensore, che intercede presso il Padre o che opera come un avvocato nei tribunali terreni, Giovanni 15,26, vedi anche Luca 12,11-12; Matteo 10,19-20; Atti 5,32. E lo Spirito di Verità (Giovanni 8,32), che conduce alla piena verità perché guida i credenti a comprendere la misteriosa persona di Cristo: come Cristo adempie le scritture (Giovanni 5,39), quale sia il significato delle sue parole (Giovanni 2,19), dei suoi atti, dei suoi segni (14,16; 16,13; 1Giovanni 2,20 ss; 27). I discepoli precedentemente non lavevano capito (Giovanni 2,22; 12-16; 13,7; 20,9). Perciò lo Spirito rende testimonianza di Gesù (Giovanni 5,26, 1Giovanni5,6-7) ed Egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio (Giovanni 16,8-11).
E un grave fraintendimento riferire i citati versetti del Vangelo di San Giovanni e il termine paraklètos non allo Spirito Santo, ma a Muhammad, il figlio di Abdullah e Profeta dellIslam, come visto, per esempio, nel commentario di Maulana Muhammad Ali, The Holy Quran, Lahore, 1951, n. 2496, per spiegare la Sura 61,6. Si Veda anche Adel Theodore Khoury, Der Koran Arabisch-Deutsch Übersetzung und wissemschaftlicher Kommentar, Band 12 (Gütersloh, 2001), P. 97 Anm. 3 zu Sure 61,6.
Nella lettera agli Ebrei, Gesù Cristo è chiamato il mediatore di un nuovo patto (Ebrei 9,15; 12,24), il nuovo patto che sostituisce quello antico (Ebrei 8,6). Le persone che arrivano davanti a Dio attraverso Gesù sono salvate per sempre (Ebrei 7,25). Gesù è il Mediatore, il sommo sacerdote. Tuttavia Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse: Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato (Ebrei 5,5) e lui è venuto per realizzare questa volontà (Ebrei 19,7ss). In 1 Timoteo 2,5, Gesù è di nuovo chiamato mediatore, colui che, essendo pienamente uomo, è stato in grado di essere salvatore di tutto il genere umano (versetto 4), per mezzo della sua morte come riscatto per loro (versetto 6). Quindi Gesù Cristo nella sua stessa persona riconcilia Dio con il genere umano.
Domanda 46: Voi riconoscete lIslam e Maometto? Se la risposta è si, quale è la religione finale, il Cristianesimo o lIslam? Se la vostra risposta è lIslam, allora dichiarate superato il cristianesimo, ma allora tutti i cristiani non dovrebbero convertirsi allIslam? (TR)
Risposta: Cominci col leggere in questo sito web il capitolo 4 del libro dal titolo Muhammad e la fede cristiana, in particolare IV, 3-5 e lexcursus finale. Inoltre, il capitolo 12 dello stesso libro, Lessenza del Cristianesimo, mostra cosa costituisce per i credenti cristiani il nocciolo della loro fede. E il diretto e autosvuotante amore di Dio, che illumina il cammino dei credenti negli insegnamenti, nella vita, nella sofferenza e nella morte di Gesù risorto, il Messia. I cristiani trovano Gesù e la forza del suo amore nella preghiera, nella fede, nelloperare nella comunità dei cristiani, nella Chiesa. Sono chiamati a testimoniare questo amore attraverso una vita di servizio e di dedizione agli altri. Ovunque i cristiani scoprano queste tracce dellamore di Dio in Gesù Cristo, anche nella vita dei musulmani, che sono pienamente devoti a Dio e al servizio delluomo, ringrazieranno Dio che concede i suoi doni ad ogni uomo. I cristiani si uniranno quanto più possibile a queste persone e alle loro opere. In questo senso, quindi, la Chiesa cattolica esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi. (Concilio Vaticano II, Nostra Aetate, 2). E, in particolare, esorta cristiani e musulmani a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà. (Nostra Aeatate 3)
Domanda 47: I Vangeli si distinguono per il loro bel modo di parlare e per il contenuto. Ma come dobbiamo comprendere e interpretare i vari passi dellAntico Testamento che contengono situazioni di violenza? (ad es. Deuteronomio 13,15; Esodo 32,27) (TR)
Risposta: Legga la seconda parte della risposta alla domanda numero 28.
Vorrei anche aggiungere (dal libro: Glaubensverkündigung für Erwachsene. Deutsche Ausgabe des Holländischen Katechismus, Njimwegen-Utrecht, 1966 – Catechismo degli Adulti. Edizione Tedesca del Catechismo Olandese) [in italiano è pubblicato Il Nuovo Catechismo Olandese, edizioni Elledici]: Colui che apre i libri dellAntico Testamento vi trova pagine di irresistibile magnificenza e altre che appaiono dure e nude come il terreno di montagna. Molta della confusione che proviamo leggendo (lAntico Testamento) deriva dal fatto che ci aspettiamo realmente un libro piacevole e edificante, un libro che ci mostri cose buone. Tuttavia, già nelle storie dei patriarchi contenute nel libro della Genesi, sono raccontate con tranquillità situazioni brutali, crudeli e immorali, per il nostro modo di pensare. Noi che li leggiamo, dovremmo sapere che la Bibbia non è un libro edificante ma che riflette la realtà. Dio stava cominciando ad avvicinarsi ad un ancora primitivo genere umano. Solamente nel corso del tempo la morale, o per lo meno un barlume di ideale morale, si fece più raffinata. La storia di Abramo non ci invita a fare di tutto, come fece lui, ma a concentrarci sulla morale complessiva della storia: cioè a come lui per tutto il tempo sia rimasto fedele a Yahweh. Per poter leggere bene lAntico Testamento, serve avere una visione ampia, panoramica, dei fatti. Cerchi di immaginare che altri popoli fanno le cose in modo diverso.
La lettura non sarà così difficile nei casi in cui i misfatti sono chiaramente evidenziati come male, per esempio per quanto riguarda il peccato di Sodoma, o quando i peccati sono esattamente menzionati, per esempio linganno delle figlie di Lot (Genesi 19). Alcune volte, tuttavia, sembra come se dietro vi fosse Dio, come ad esempio nel caso dellinganno di Giacobbe (Genesi 27), o ancor peggio, come nel caso dello sterminio dei Canaanei (Giosuè 8). In quel passo si dice che lo stesso Yahveh abbia dato lordine di farlo. (Vedi sopra, risposta alla domanda 27).
Tuttavia dobbiamo considerare questi casi come una sorta di imperfezione originaria. La gente non conosceva cosa fosse bene a quel tempo o, al fine di mantenere puro il Servizio a Yahveh, ha fatto uso di metodi di quel tempo e relativi al loro livello di sviluppo culturale. Le vie di Dio non erano state ancora comprese fino in fondo. Rimanere fedeli al solo Yahveh era già molto. Quanto, nellAntico Testamento, i temi trattati siano incompleti e propensi allerrore umano, può essere dedotto dalle parole di Gesù a proposito del ripudio della propria moglie da parte del marito. Questo avveniva, come dice Gesù, a causa della durezza del loro cuore (vedi anche Matteo 19,8). Non era affatto la vera intenzione di Dio. Lo stesso si può dire per i massacri riportati nel libro di Giosué. Questi, tra laltro, erano molto meno numerosi di quanto indicato dalle cifre citate; di molto inferiori, ad esempio, rispetto allo sterminio dei nativi americani compiuto negli Stati Uniti, o degli ebrei sotto Hitler.
Domanda 48: I profeti sono stati inviati da Dio e dovranno anche essere desempio. Ma se uno legge le storie di David e di Salomone, appare chiaro che entrambi hanno commesso peccati gravi. Come possono essere dei profeti queste persone? (TR)
Risposta: Inizi col leggere la prima sezione della risposta alla domanda 27. I patriarchi, i profeti e tutti i maggiori personaggi dellAntico Testamento, e tra loro anche sante donne come Sara, Rebecca, Miriam, Debora, Hannah, Giuditta ed Ester, erano e sono ancora venerati come santi dalla Chiesa. Secondo linsegnamento cattolico i santi sono persone che hanno vissuto la loro fede in modo convincente ed eroico. Tale santità non significa che qualcuno non possa aver commesso dei peccati. Né si basa principalmente su atti straordinari o molto visibili; piuttosto, la loro santità è visibile per la grandissima fede, per lamore e la pazienza nella normale vita quotidiana, per la glorificazione di Dio e per il servizio alluomo, e specialmente nel sopportare la sofferenza, le persecuzioni e le tribolazioni di ogni tipo. Tutto questo è frutto dellaver accolto la presenza di Dio in loro. La dottrina islamica dellessere senza peccato (isma) da parte dei profeti, non esiste nella Bibbia o nella dottrina cristiana. Secondo questo insegnamento islamico i profeti di Dio non possono commettere alcun peccato. Per il loro credo e la loro fede religiosa, essi non possono peccare né tradire. La sunna ha trasformato ogni profeta in un ma'sum, cioè una persona cui è stato donato il privilegio di essere protetto dal male e dellerrore. Dio gli ha perdonato tutti i peccati che possono aver commesso, in quanto esseri umani, prima che Lui gli scegliesse. (Cheikh Si Hamza Boubakeur, Traité Moderne de Théologie Islamique, Parigi : Maisonneuve & Larose 1985, p. 127).
Domanda 49: Ai musulmani che vogliono diventare cristiani viene dato qualche tipo di vantaggio? (TR)
Risposta: Le comunità cristiane in tutto il mondo hanno il dovere di considerare seriamente il desiderio di diventare cristiani da parte di adulti musulmani. Nello stesso tempo, la Chiesa chiede loro di fare attenzione per essere sicuri che la decisione di diventare cristiani sia pienamente libera da qualsiasi costrizione esterna o interna e che la motivazione per questo passo sia solamente il desiderio di seguire gli insegnamenti di Cristo e di diventare uno dei suoi seguaci. Questo comporta anche che le comunità cristiane non possono dare alcun tipo di vantaggio, materiale o di altro genere, nei confronti delle persone che chiedono di essere iniziate allinsegnamento cristiano e di essere battezzate, poiché questo può contaminare la libertà e la purezza della loro motivazione.
Il Battesimo arriva alla fine di un processo di iniziazione che comprende diverse fasi. Questo processo di iniziazione alla fede e alla preparazione per il Battesimo viene chiamato Catecumenato.
Il tempo di preparazione (cioè il Catecumenato) dovrà consentire al catecumeno di rispondere allofferta di salvezza di Dio e di maturare la sua conversione e la sua fede nellunità della comunità cristiana. Si tratta di unintroduzione e di un praticantato allintera vita di in cristiano, attraverso la quale i discepoli sono uniti a Cristo, loro Signore. I catecumeni quindi devono essere iniziati al mistero della salvezza, e alla pratica delle norme evangeliche, e mediante i riti sacri, da celebrare in tempi successivi, siano introdotti nella vita della fede, della liturgia e della carità del popolo di Dio (cf. Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1247-1248)
I catecumeni sono già uniti alla Chiesa, appartengono già alla famiglia del Cristo, e spesso vivono già una vita di fede, di speranza e di carità (Ad Gentes 14). La Madre Chiesa, come già suoi, li ricopre del suo amore e delle sue cure (Lumen Gentium 14) (Catechismo della Chiesa Cattolica 1249).
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